LA STORIA
ROCCAFRANCA

Centro agricolo nella pianura bresciana situato alla sinistra del fiume Oglio. Il centro abitato sorge sul territorio compreso tra le seniole del molino e Villachiara e si protende seguendo la strada per Rudiano. Situato a sud est del capoluogo si trova la frazione di Ludriano. Il territorio data la sua posizione di confine tra il bresciano ,il cremonese ed il bergamasco fu conteso aspramente dalle tre frazioni ,nel 1368 entrò a far parte dei possedimenti della regina della Scala. Nel 1426 ,Roccafranca si separava da Brescia e due anni più tardi veniva annesso ai territori del Carmagnola , al quale si sostitui in seguito la famiglia degli Albini a loro volta sostituiti nel 1453 da Francesco Sforza. Il nome del paese sembra derivi dal Castello e appare chiaro per la prima volta in un documento del XIII sec. Nella chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Gervasio e Protasio sono conservati i frammenti di alcuni affreschi del 500 anche nel palazzo che fù costruito dai Martinengo si trovano dei bellissimi affreschi del XVI secolo che portano la firma di Lattanzio Gambara. Dal 1695 Roccafranca ha sempre celebrato con grande solennità i "festù", festività quinquennale che cade nel mese di Maggio ed ha una valenza religiosa e nello stesso tempo folcloristica. Infatti i tre martiri venerati a Roccafranca: S.Vincenzo, e S.Chiara vengono ricordati non solo con le consuete celebrazioni religiose ma anche con i "festoni" addobbi trionfali a guisa di arco, da cui il nome "arcate", preparati dalle singole famiglie con i quali si ornano e decorano le porte e le finestre delle case del paese. La tradizione è rimasta intatta per e le arcate di Roccafranca hanno sempre stimolato l'inventiva degli abitanti nelle elaborare arcate che si distinguessero le une dalle altre per bellezza originalità ed innovazioni. Intorno agli anni 50 è comparso l'uso di utilizzare le "piantiline" ossia rami piantati per terra abbelliti con foglie e fiori di pesco in carta.

LUDRIANO

Frazione del comune di Roccafranca sorge sulle rovine dell' antico Monasterolo - Signorile dimora dei castellani di Ludriano - venne eretta nell'anno 1723 dal Conte Suardi ereditato dei nobili Ugoni; agli inizi del sec XIX passò ai Conti Camozzi e dal 1917 ai Folonari di Brescia i quali costruirono una delle piu belle chiese parrocchiali della Diocesi, dedicata a S. Filastro , settimo Vescovo di Brescia. È un tempio che affascina, moderno e antico insieme: richiama contemporaneamente il romantico,il bizantino e le cappelle palatine rievocando,in un lampo di memoria, i venti secoli di storia del cristianesimo. Il 21 ottobre 1945 , nei pressi dell'area dove sorgeva l'antica costruzione della disciplina , alla presenza di S. E. Mons. Giacinto Tredici, Vescovo di Brescia , venne posata la prima pietra della nuova parrocchiale. Progettata dall'architetto lecchese Mario Cereghini coaudiovato dal bresciano Guido Alberti, fu arricchita di pregevoli opere d'arte moderna: il portale in bronzo di Vico Consorti, autore della porta santa della Basilicata di S.Pietro in Vaticano e di quella della Cattedrale di siena , i due grandi affreschi raffigurati il mistero di Pasquale di Alberto Migliorati, l'altare ed il tabernacolo in marmo nero del belgio. Per ornare le due grandi pareti dell'aula,rimaste prive di affreschi per la morte del Migliorati, sono state collocate due tele provenienti dall'antica chiesa ;a sinistra l'Ultima cena , attribuita ad Ottavio Amigoni (1606-1665), a destra S. Filastrio di Ponziano Loverini (1854-1929). Il presbiterio è invece ricoperto da marmo verde di liguria, sovrastato dal monumentale crocefisso del XIV secolo di scuola umbro-fiorentina. Il tempio venne consacrato il 2 ottobre del 1954, dal vescovo di Brescia, alla presenza diMons. Giovanni Battista Montini, futuro Papa PaoloVI. L'opera architettonica è un monumento d'arte quale munifico dono del conte Antonio Folonari e della consorte signora Maria Corazza alla comunità di Ludriano.

L'Amministrazione Comunale ha realizzato, nell'anno 2003, due pregevoli libri sulla storia dei due paesi, che sono disponibili gratuitamente per i residenti, presso l'Ufficio Segreteria.

libri e immagini sacre
copertina libro - Roccafranca : storia di un feudo vescovile Tela dei S.S. Gervasio e Protasio, Patroni di Roccafranca
Roccafranca : storia di un feudo vescovile nelle proprieta' dei Martinengo di Giuseppe Fusari. - Roccafranca : La compagnia della stampa Massetti Rodella, copyr. 2003 Tela dei S.S. Gervasio e Protasio, Patroni di Roccafranca - si festeggiano il 19 Giugno (dipinto di Ronchi Ottavio – 1871)
copertina libro - Ludriano : il monastero, il castello, la nobilta' Dipinto di San Filastrio, Patrono di Ludriano
Ludriano : il monastero, il castello, la nobilta' di Giuseppe Fusari. - Roccafranca : La compagnia della stampa Massetti Rodella, copyr. 2003 Dipinto di San Filastrio, Patrono di Ludriano - si festeggia il 18 luglio (dipinto di Ponziano Lovarini da Bergamo -1881)
STORIA DEL FIUME OGLIO E DEL PARCO

In buona parte della pianura bresciana l' Oglio esercitò fin dai tempi antichi una funzione di limite tra territori amministrativamente distinti. In epoca romana il suo corso segnava il confine fisico evidente di contigui "municipia", e tale funzione di limite la conservò stabilmente: i territori in sponda destra cremonesi. Profondamente incisivo fu il ruolo del fiume quando l' Oglio divenne vero e proprio confine politico: si pensi al tempo delle rivalità medioevali tra Brescia e Bergamo, tra Brescia e Cremona nei secoli XII e XIII. Uno dei più frequenti motivi di contesa era il possesso delle acque: sin dal secolo XI i diritti su ambedue le sponde del fiume furono assegnate a Brescia che le esercitò e difese anche con forti contrasti e diverse esigenze: di transito, uso delle acque a scopo irriguo, diritti di pesca, azionamento delle ruote dei mulini. Il passaggio verso il regime signorile, con tutte le complicazioni del caso, in particolare le posizioni filo o antiviscontee, se chiese il rafforzamento di alcune strutture difensive per rivalità intestine, affievolì il valore difensivo dell' Oglio: ne è la prova il fatto che in alcuni periodi il fiume non costituì più un vero confine, tant'è che alcuni possedimenti e feudi ne travalicarono il limite. Per il secolo XIV è da ricordare ad esempio la costituzione della Calciana, interessante sia perché per un certo periodo accomunò terre sulle sponde dell' Oglio sia perché diede luogo a due feudi: la Calciana propriamente detta e, in sponda bresciana, il feudo Martinengo di Urago. Queste due isole feudali sono abbastanza anomale per la loro lunga durata avendo termine solo alla fine del XVIII secolo. La Calciana venne aquisita (1364) da Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, duca di Milano nonché figlia di Mastino II della Scala signore di Verona. Unita ad altri precedenti possedimenti Regina a Pumenengo e, oltre l' Oglio, verso Rudiano, la Calciana ottenne, grazie alla particolare condizione della feudataria, eccezionali concessioni di privilegi, miranti a garantire la feudalità di una zona di confine strategicamente importante. Regina della Scala non riuscì ad ottenere i risultati sperati, sicchè dopo solo i sedici anni (1380) di signoria vendette tutti i possedimenti della Calciana e i relativi eccezionali privilegi che vennero confermati "a perpetuo" ai nuovi acquirenti. Le terre dalla Calciana Superiore, con Calcio, vennero acquisite dai Secco. La Calciana Inferiore venne divisa tra altri tre proprietari minori di Soncino (i Da Corvo, i Barbò, i Cropelli, più tardi ridottisi a due: i Barbò a Pumenengo e i Pallavacini a Floriano). La parte bresciana sulla sinistra dell' Oglio fu venduta nel 1380 a Prevosto Martinengo. Questa era di antica origine bergamasca, discendente da Ghisalberto, come palatino di Bergamo. Con l'affidamento del potere al vescovo, i conti palatini si trasferirono nei loro possedimenti di Martinengo, che acquistò le terre di Urago, era già conduttore di vastissime proprietà fondiarie della mensa vescovile bresciana in tutta la pianura occidentale, e negli anni successivi allargò i suoi possedimenti, insieme con i fratelli, a tutto il restante territorio sulla sponda sinistra dell' Oglio dal confine con Pontoglio fino a Quinzano. I rapporti tra Secco e i Martinengo (i primi ghibellini e fedeli a Milano, i secondi guelfi e parteggianti per Venezia) tranne che nel primo periodo, furono sempre pacifici. Con l'avvento di Venezia, dagli inizi del secolo XV alla fine del XVII, l'Oglio nel tratto settentrionale restò confine interno tra due province venete (il bergamasco e il bresciano), mentre dal fosso bergamasco a Torre pallavicina divenne confine di stato tra Venezia e lo stato di Milano. Solo dopo l'avvento napoleonico i terrori dell'ex Calciana entreranno a far parte della provincia di Bergamo, e quelli di Urago della provincia di Brescia. Nel 1988, con la Legge Regionale n.18 del 16 aprile è stato istituito il Parco Regionale dell'Oglio Nord che parte dal ponte sul fiume che collega Sarnico con Paratico ed arriva fino a Gabbionetta - Binanuova ed interessa 35 comuni e le provincie di Bergamo, Brescia e Cremona.

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